Se fai pubblicità su Google nello Spazio Economico Europeo, il Consent Mode v2 non è un dettaglio tecnico: da marzo 2024 è il meccanismo con cui Google riceve le scelte dei tuoi visitatori sui cookie. Se non è configurato bene, rischi di perdere dati di conversione, di non poter costruire pubblici di remarketing e di far lavorare le strategie di offerta automatiche con meno segnali.
In questa guida ti spiego cosa fa, come impostarlo passo passo e come verificare che funzioni.
Sono Stefano Marchetti, consulente Google Ads e Google Partner certificato. Da 6 anni gestisco campagne pubblicitarie su Google per aziende che vogliono trasformare il budget pubblicitario in clienti reali, non solo in click.
Ogni anno amministro circa 400k di euro di spesa pubblicitaria per i miei clienti, un volume che mi ha permesso di testare strategie su settori molto diversi tra loro e di capire cosa funziona davvero, al di là delle best practice generiche.
Cos’è il Consent Mode v2
Il Consent Mode è un sistema che adatta il comportamento dei tag Google (Google Ads, GA4) in base al consenso dato dall’utente nel banner cookie. La versione 2 usa quattro parametri:
- ad_storage: permette di salvare cookie legati alla pubblicità
- analytics_storage: permette di salvare cookie per le statistiche
- ad_user_data: autorizza l’invio a Google di dati utente per finalità pubblicitarie
- ad_personalization: autorizza la pubblicità personalizzata, quindi il remarketing
I primi due c’erano già nella versione 1. Gli ultimi due sono la novità della v2, e sono quelli che più spesso vengono dimenticati nelle configurazioni fatte in fretta.
Perché conta per le tue campagne
Se un utente nega il consenso, i tag non possono usare quei dati come prima. Con una configurazione corretta, Google può ricorrere alla modellazione delle conversioni per stimare parte di quelle non osservabili. Con una configurazione errata o assente, invece, ti ritrovi con conversioni in calo nei report, pubblici di remarketing che non si popolano e un algoritmo di offerta con meno segnale su cui ottimizzare.
Immagine che mostra l’aumento delle conversioni dopo la corretta implementazione:

Basic o Advanced: quale scegliere
Ci sono due livelli di implementazione:
- Basic: i tag Google non partono finché l’utente non ha scelto. Se rifiuta, non viene inviato nulla. È l’approccio più prudente, ma senza segnali di modellazione.
- Advanced: i tag si caricano subito con tutti i consensi su “denied” e inviano solo segnali anonimi (ping senza cookie). Dopo il consenso passano allo stato completo. Google può usare quei segnali per la modellazione.
Per la maggior parte delle campagne che vogliono massimizzare la misurazione la scelta ricade sull’Advanced, ma la decisione va condivisa con chi gestisce la parte legale/privacy del sito.
Consiglio la corretta implementazione su google tag manager.
Come impostarlo passo passo
1. Scegli una CMP certificata Google. Serve una Consent Management Platform integrata con Google (ce ne sono diverse, anche gratuite nei piani base). Verifica sempre sulla lista ufficiale Google delle CMP certificate. [CMP che usi di solito e perché.]
2. Installa la CMP prima di ogni altro tag. Il banner deve caricarsi per primo, altrimenti i tag partono prima del consenso.
3. Imposta i valori predefiniti su “denied”. Prima della scelta dell’utente, tutti e quattro i parametri devono essere negati. Nella maggior parte delle CMP moderne lo fa già l’integrazione con GTM; a livello di codice corrisponde a un comando consent default con i quattro parametri su denied.
4. Verifica l’aggiornamento dopo la scelta. Quando l’utente accetta, la CMP deve inviare un consent update con i valori corretti. Se rifiuta solo il marketing ma accetta le statistiche, analytics_storage deve risultare granted e gli altri denied: i parametri vanno separati, non trattati come un blocco unico.
5. Configura i tag in Google Tag Manager. Attiva le impostazioni di consenso in GTM e controlla per ogni tag (Google Ads, GA4, remarketing) quali tipi di consenso richiede. [Screenshot: schermata delle impostazioni di consenso di un tag in GTM.]
6. Collega Google Ads e GA4. Verifica che i segnali arrivino anche agli account collegati e che il tracciamento conversioni sia unico, senza duplicazioni tra tag inseriti a mano e tag in GTM.
Come verificare che funzioni
- Usa l’anteprima di GTM (Tag Assistant) e controlla lo stato del consenso prima e dopo il clic sul banner.
- Prova tre scenari: accetta tutto, rifiuta tutto, accetta solo statistiche.
- Controlla nel browser che i cookie pubblicitari non compaiano prima del consenso.
- In Google Ads e GA4 verifica la diagnostica dei tag e lo stato del consenso; nelle settimane successive tieni d’occhio lo stato della modellazione delle conversioni.
In questa immagine voglio mostrarvi un caso di un Audit google ads su un mio cliente. Le conversioni sono molto importanti e devono essere settate nel modo corretto per raggiungere il nostro obiettivo.
Con questo cliente che opera nel settore delle ristrutturazioni, mi sono accorto che le azioni di conversioni erano settate errate e lontane dall’obiettivo di generare lead.
Togliendo le conversioni errate la macchina si è focalizzata esclusivamente sulle azioni corrette al l’obiettivo del cliente.

Errori comuni che vedo negli account
- Solo due parametri su quattro: la CMP imposta ad_storage e analytics_storage ma non gli altri due.
- Tag che partono prima del banner: per ordine sbagliato di caricamento.
- Consenso “tutto o niente” anche quando l’utente ha scelto solo alcune categorie.
- Conversioni duplicate: tag manuale e tag GTM attivi insieme.
- Nessun test dopo la modifica: si pubblica e non si controlla più.
Consent Mode e privacy: attenzione a non confondere i piani
Configurare il Consent Mode non significa essere automaticamente conformi al GDPR. Le regole di Google e gli obblighi di legge sono due cose distinte: il testo del banner, la gestione delle categorie e la documentazione vanno verificati con un consulente privacy. Questa guida ha finalità tecniche e non costituisce consulenza legale.
Consulenza Gratuita!
FAQ – Domande frequenti consent mode
Il Consent Mode v2 è obbligatorio?
Per chi serve annunci a utenti nello Spazio Economico Europeo e vuole usare remarketing e misurazione, Google lo richiede tramite una CMP certificata.
Se un utente rifiuta, perdo per sempre quel dato?
I dati identificabili non vengono raccolti, ma con l’implementazione Advanced Google può stimare una parte delle conversioni con la modellazione.
Quanto tempo serve per vedere gli effetti?
Dipende, dal settore dalla landing page e da altri fattori del mercato.


