Fino al 96% di chi arriva sul sito da un annuncio se ne va senza convertire, e nella maggior parte dei casi non tornerà da solo. Il remarketing serve proprio a questo: rimostrare gli annunci a chi ha già visitato il sito, con un costo per contatto molto più basso rispetto a intercettare un utente nuovo.
Sono Stefano Marchetti Consulente Google Ads. In questa guida vediamo come impostarlo passo passo, dai tipi di remarketing disponibili alla creazione dei segmenti di pubblico.
Che tipo di remarketing scegliere
Il remarketing standard permette di mostrare annunci agli utenti che hanno già visitato il sito o usato l’app. Il remarketing dinamico va oltre, mostrando ai visitatori l’annuncio con lo specifico prodotto che avevano guardato, ma richiede un feed di dati collegato al catalogo prodotti. link google
Per il tagging ci sono due strade: il tag Google Ads, consigliato se vuoi solo il remarketing di base o se lo usi già per la rete di ricerca, con liste basate su URL o parametri personalizzati, oppure il remarketing via Google Analytics, che permette di scegliere come target segmenti più specifici, ad esempio per area geografica o per chi ha completato un determinato obiettivo. link google
Come impostarlo passo passo
1. Recupera o crea il tag Google. Ogni account Google Ads ha esattamente un tag Google a livello di account, creato automaticamente all’apertura dell’account, recuperabile dall’interfaccia o via API. google
2. Installa il tag su tutto il sito. Il tag va installato su tutte le pagine del sito; se userai liste basate solo sugli URL visitati non serve altro, mentre se vuoi usare parametri personalizzati il tag va modificato per includerli. Puoi validare l’installazione con Google Tag Assistant. Visitatori che hanno eseguito azioni specifiche +2
3. Verifica i requisiti di consenso. Il remarketing dipende dai parametri ad_storage e ad_user_data del Consent Mode v2: senza consenso, la lista non si popola per quell’utente.
4. Crea i segmenti di pubblico (UserList). I segmenti di pubblico, o elenchi di utenti, sono gruppi di persone che secondo le stime di Google condividono interessi, intenzioni o dati demografici, e il targeting è supportato per campagne display, sulla rete di ricerca, video, hotel e Shopping standard. Le tipologie più usate: google
- Visitatori del sito (tutti, o di una sezione specifica)
- Visitatori che hanno compiuto un’azione specifica (es. aggiunta al carrello senza acquisto)
- Customer Match, caricando la lista clienti esistente
- Segmenti di pubblico personalizzati, per interessi o comportamenti di ricerca
5. Imposta il remarketing dinamico, se serve. Per l’e-commerce, il remarketing dinamico personalizza ulteriormente il targeting mostrando ai visitatori precedenti i prodotti o servizi che hanno già visualizzato sul sito, ed è disponibile per Rete Display, Performance Max e campagne per app: richiede la creazione di un feed prodotti collegato al Merchant Center. googlegoogle
6. Scegli i segmenti nella campagna o nel gruppo di annunci. Puoi usare l’impostazione di targeting per limitare la campagna ai soli segmenti scelti, oppure usare la modalità “Osservazione” per monitorare e impostare offerte personalizzate senza limitare la copertura — utile nella fase iniziale, per capire come si comporta un segmento prima di isolarlo. google

Quanti segmenti creare (e come strutturarli)
L’errore più comune è creare decine di micro-liste invece di poche liste solide. Meglio partire da un numero contenuto di segmenti con un motivo chiaro per far tornare l’utente: visitatori delle pagine chiave, chi ha abbandonato un carrello o un modulo, chi ha guardato i video su YouTube, ex clienti da riattivare (o da escludere). Ogni segmento funziona meglio se ha un’offerta o un messaggio diverso, non lo stesso annuncio della campagna di acquisizione.
Ricorda anche le soglie minime di Google: una lista troppo piccola non è utilizzabile finché non raggiunge la dimensione minima richiesta per quel tipo di campagna.
Qui sotto trovi un lista personalizzata che ho creato per intercettare il target del mio cliente:

Errori comuni che vedo negli account
- Un’unica lista “tutti i visitatori” usata per tutto, senza segmentazione né messaggio dedicato.
- Liste create ma mai usate: esistono nell’account senza essere collegate a nessuna campagna.
- Nessuna esclusione: si continua a mostrare l’annuncio anche a chi ha già acquistato.
- Durata dei membri sbagliata: troppo breve per cicli di acquisto lunghi, troppo lunga per prodotti stagionali.
- Remarketing dinamico attivato senza un feed aggiornato, con prodotti esauriti o prezzi non allineati.
Quanto budget serve
Il remarketing costa generalmente meno per contatto rispetto all’acquisizione, ma il volume dipende dalla dimensione del traffico del sito: sotto una certa soglia di visitatori mensili, i segmenti restano troppo piccoli per generare risultati stabili.
Il remarketing non è una singola lista da attivare e dimenticare, ma una struttura di segmenti coerente con il comportamento reale degli utenti sul sito, aggiornata quando cambiano le pagine o i prodotti. Se vuoi verificare come sono strutturati i tuoi segmenti di pubblico
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FAQ – Domande frequenti
Il remarketing funziona senza consenso dell’utente?
No: senza ad_storage e ad_user_data granted, l’utente non può essere aggiunto alla lista.
Dopo quanto tempo si popola una lista?
Dipende dal traffico del sito e dalla soglia minima richiesta per quel tipo di campagna; con traffico basso può richiedere diverse settimane.


