Sitelink Google Ads: Guida completa

Foto dell'autore

Stefano Marchetti

Aggiornato il :

sitelink google ads

Indice

Nel mondo del marketing digitale e, più nello specifico, come Consulente Google Ads, gli asset (ex estensioni) sono strumenti fondamentali per aumentare visibilità, efficacia e risultati degli annunci. Tra questi, i sitelink Google Ads sono spesso quelli che fanno la differenza più velocemente: aggiungono collegamenti extra, occupano più spazio in SERP e guidano l’utente verso la pagina più utile.

Più nello specifico, i sitelink ti permettono di indirizzare il traffico su sezioni mirate del sito (offerte, categorie, contatti, prezzi), riducendo attrito e aumentando la probabilità di conversione. Non è solo una questione “estetica”: è una leva concreta di performance.

In questo articolo vedremo cosa sono i sitelink, come funzionano, dove compaiono, quanti inserirne, come crearli e come ottimizzarli con un approccio pratico e orientato ai dati. Sfruttali a tuo favore!

Cosa sono i sitelink in Google Ads

I sitelink in Google Ads sono asset dell’annuncio che consentono di aggiungere link aggiuntivi sotto (o accanto) al tuo annuncio, portando l’utente verso pagine specifiche del sito. In pratica, trasformano un singolo annuncio in un “mini-menu” di destinazioni.

Il punto chiave è che non sono semplici collegamenti: sono un modo per aumentare la pertinenza rispetto a bisogni diversi della stessa query. Un utente può cercare “scarpe running” e voler vedere subito “Nuovi arrivi”, “Offerte”, “Resi” o “Contatti”: i sitelink riducono i passaggi.

Dal punto di vista strategico, i sitelink migliorano l’esperienza utente e, spesso, anche le metriche di campagna. Più opzioni utili significa più probabilità di clic “giusti”, quindi CTR (Click-Through Rate) più alto e traffico più qualificato.

Inoltre, i sitelink non sostituiscono l’annuncio: lo potenziano. Utilizzarli in modo strategico significa dare a Google più elementi per comporre un messaggio completo e competitivo in asta e per una gestione campagne google ads ottimale.

Perché usare i sitelink Google Ads per aumentare ctr e conversioni

itelink google ads

I sitelink non sono un “di più” opzionale: nella maggior parte dei casi sono un acceleratore di performance. A parità di budget, possono aumentare la probabilità che l’utente scelga te invece di un competitor.

Il primo vantaggio è immediato: più spazio occupato in SERP e più informazioni utili. Il secondo è più profondo: puoi distribuire il traffico su pagine coerenti con l’intento, migliorando qualità del clic e conversione.

Ecco dei motivi molto importanti per cui dovresti usarli:

  • Aumento CTR grazie a maggiore visibilità e opzioni di clic
  • Traffico più mirato verso pagine ad alta intenzione
  • Miglioramento dell’esperienza (meno passaggi, più chiarezza)
  • Più opportunità di conversione (contatti, preventivi, acquisti)

Ora vediamo nel dettaglio i tre benefici principali, con un taglio operativo.

Aumento visibilità annuncio in serps

In SERP, l’attenzione è una risorsa scarsa. I sitelink aumentano la visibilità perché rendono l’annuncio più grande e più “ricco” di contenuti, attirando lo sguardo rispetto ad annunci senza asset.

Questo extra-spazio non è solo grafica: è percezione di completezza. Un annuncio con sitelink comunica che l’azienda è strutturata, offre alternative e facilita la scelta. Questo può aumentare la fiducia e l’intenzione di clic.

Inoltre, più elementi cliccabili significano più possibilità di intercettare il bisogno reale dell’utente. Non tutti vogliono la homepage: qualcuno cerca “Prezzi”, altri “Assistenza”, altri “Promo”. I sitelink coprono più micro-intenti.

Operativamente, l’obiettivo è semplice: rendere l’annuncio più competitivo in asta e più appetibile in pagina. Utilizzarli in modo strategico è una delle ottimizzazioni più rapide da implementare.

Traffico verso pagine specifiche e più pertinenti

Uno degli errori più comuni è mandare tutto il traffico sulla stessa pagina, spesso la homepage. I sitelink risolvono questo problema: ti permettono di indirizzare l’utente verso la pagina più pertinente per quel segmento di ricerca.

Questo è particolarmente utile quando una campagna copre più categorie o quando l’utente può avere esigenze diverse. Ad esempio, per un e-commerce puoi creare sitelink verso “Scarpe Uomo”, “Scarpe Donna”, “Nuovi arrivi”, “Saldi”.

Il vantaggio è duplice: l’utente trova prima ciò che cerca e tu riduci la probabilità di rimbalzo. In molti casi, questo si traduce in una migliore qualità del traffico e in segnali comportamentali più positivi.

In pratica, i sitelink sono un ponte tra keyword e architettura del sito. Se li costruisci bene, diventano un vero strumento di efficacia e non un riempitivo.

Impatto su qualità clic e tasso di conversione

Un clic “buono” non è solo un clic: è un clic che porta a un’azione. I sitelink possono aumentare il tasso di conversione perché riducono frizione e tempi di ricerca all’interno del sito.

Se un utente è pronto a comprare, un sitelink “Offerte” o “Prezzi” lo porta direttamente al punto decisionale. Se invece è in fase di valutazione, un sitelink “Recensioni” o “Chi siamo” può costruire fiducia.

C’è anche un tema di aspettativa: quando il testo del sitelink promette una cosa e la landing la mantiene, migliori la coerenza percepita. Questo spesso porta a sessioni più lunghe e più azioni utili.

La micro-conclusione è chiara: sitelink ben fatti aumentano la probabilità di clic qualificati e di conversione. E questo impatta direttamente la performance della campagna.

Come funzionano i sitelink Google Ads

I sitelink non vengono mostrati automaticamente “sempre e comunque”. Li configuri tu, ma è Google che decide quando e quali mostrare, in base a contesto, ranking dell’annuncio e probabilità di migliorare l’esperienza utente.

Questo significa che puoi inserire molti sitelink, ma in asta potrebbero apparirne solo alcuni. Ed è normale: l’obiettivo di Google è mostrare la combinazione più utile in quel momento, su quel device, per quella query.

Per gestirli bene devi conoscere tre aspetti: selezione, requisiti e programmazione. Vediamoli uno alla volta, così sai cosa aspettarti e come intervenire.

Quando li tratti come un sistema (non come singoli link), diventano un asset davvero strategico.

Come Google seleziona quali sitelink mostrare

Google valuta diversi segnali per decidere se mostrare i sitelink e quali includere. Il principio guida è la probabilità che quegli asset migliorino la performance complessiva dell’annuncio (clic, utilità, esperienza).

Tra i fattori più rilevanti ci sono: ranking dell’annuncio, pertinenza rispetto alla query, storico di rendimento degli asset e spazio disponibile. Su mobile, ad esempio, lo spazio è più limitato e la selezione può essere più “aggressiva”.

Un punto importante: anche se hai creato 10 sitelink, Google potrebbe mostrarne 2, 4 o nessuno. Non è un errore: è una scelta algoritmica legata al contesto d’asta.

Operativamente, la leva che hai è creare sitelink molto specifici, con landing coerenti e testi chiari. Più sono utili, più aumenti le probabilità che vengano selezionati.

Requisiti minimi per la pubblicazione dei sitelink

Per essere idonei alla pubblicazione, i sitelink devono rispettare alcune regole base. La più importante, nella pratica, è che devi inserirne almeno due perché possano comparire.

Inoltre, ogni sitelink deve avere un testo (titolo) conforme alle policy e un URL finale valido. Gli URL devono funzionare, non reindirizzare in modo sospetto e portare a contenuti coerenti con ciò che prometti.

Un altro requisito “implicito” è la qualità complessiva dell’annuncio e della campagna. Se la campagna è appena partita o ha ranking basso, potresti vedere i sitelink comparire meno spesso.

La micro-conclusione: rispetta i requisiti tecnici e alza la qualità dell’esperienza. Così aumenti l’idoneità e la probabilità di visualizzazione.

Programmazione per giorni e fasce orarie

Uno dei vantaggi operativi più sottovalutati è la programmazione dei sitelink. Puoi mostrare determinati link solo in alcuni giorni o fasce orarie, rendendo l’annuncio più rilevante.

Esempi tipici: “Assistenza telefonica” solo negli orari di ufficio, “Prenota visita” solo quando il team risponde, “Promo weekend” solo dal venerdì alla domenica.

Questa logica ti aiuta a evitare clic “inutili” su pagine che non possono soddisfare l’utente in quel momento. Risultato: migliore esperienza e spesso anche migliore conversione.

Utilizzarli in modo strategico significa anche questo: non mostrare tutto sempre, ma mostrare ciò che serve quando serve.

Dove vengono visualizzati i sitelink Google Ads

I sitelink possono comparire in più contesti, ma i principali sono gli annunci Search (rete di ricerca) e alcuni formati Video su YouTube. La resa cambia molto in base al posizionamento e al device.

Capire dove appaiono ti aiuta a scriverli meglio. Un sitelink pensato per desktop potrebbe essere troppo lungo o poco chiaro su mobile, dove l’utente scorre veloce e clicca con il pollice.

Inoltre, la disposizione (in riga, in colonna, con o senza descrizioni) influenza la scelta delle parole. Qui la regola è: chiarezza prima di tutto.

Passiamo ora a vedere le principali collocazioni.

Sitelink negli annunci search

Nella rete di ricerca, i sitelink appaiono tipicamente sotto il testo dell’annuncio, come link aggiuntivi cliccabili. In alcuni casi possono apparire con descrizioni, rendendo l’annuncio ancora più completo.

Il loro ruolo in Search è diretto: intercettare l’intento e offrire scorciatoie. Per questo funzionano bene con query transazionali e commerciali, dove l’utente vuole agire (comprare, chiedere un preventivo, vedere prezzi).

Inoltre, in Search i sitelink competono per attenzione con altri elementi della SERP (shopping, mappe, competitor). Avere un annuncio più “esteso” può aumentare la probabilità di clic.

Operativamente, in Search conviene creare sitelink che coprano diverse fasi: scelta (categorie), decisione (prezzi), fiducia (recensioni), azione (contatti).

Sitelink negli annunci video

Negli annunci video (YouTube), i sitelink possono comparire come elementi cliccabili associati all’annuncio, con l’obiettivo di portare l’utente verso pagine specifiche mentre guarda o dopo aver visto il contenuto.

Qui il comportamento dell’utente è diverso: spesso non sta “cercando” attivamente, ma sta consumando contenuti. Per questo i sitelink devono essere ancora più orientati al beneficio e alla promessa immediata.

Esempi efficaci: “Scopri l’offerta”, “Vedi i modelli”, “Prenota una demo”, “Calcola il preventivo”. Poche parole, molto valore.

La micro-conclusione: su video, i sitelink devono essere coerenti con il messaggio del filmato e ridurre al minimo la distanza tra interesse e azione.

Differenze desktop e mobile

Su desktop, i sitelink possono apparire in layout più ampi: spesso su più righe e, in alcuni casi, anche affiancati. Questo permette una lettura più comoda e una maggiore varietà di opzioni.

Su mobile, lo spazio è ridotto e l’utente scorre più velocemente. I sitelink devono essere immediati, riconoscibili e “tap-friendly”: testi chiari, niente ambiguità, niente promesse generiche.

Inoltre, su mobile Google tende a selezionare i sitelink con maggiore probabilità di utilità nel contesto. Questo rende ancora più importante la coerenza tra testo e landing.

Conclusione operativa: scrivi sitelink pensando prima al mobile, poi al desktop. È spesso la scelta più strategica per la performance.

Quanti sitelink inserire in Google Ads

sitelink google ads

Una domanda tipica è: “Quanti sitelink devo creare?”. La risposta migliore è: inseriscine abbastanza da coprire le principali intenzioni, ma senza duplicare o confondere.

Google ti permette di creare molti sitelink, ma non li mostrerà tutti insieme. Quindi l’obiettivo non è “riempire”, ma dare varietà e alternative utili, così l’algoritmo può scegliere meglio.

Inoltre, quantità e qualità vanno di pari passo: pochi sitelink eccellenti battono molti sitelink mediocri. Sempre.

Vediamo limiti, minimi e cosa appare davvero.

Numero massimo di sitelink per campagna e annuncio

In Google Ads puoi aggiungere fino a 20 sitelink per livello (account, campagna o gruppo di annunci). Questo ti dà margine per coprire stagionalità, categorie, servizi e varianti di intenti.

Il punto pratico è scegliere il livello giusto: se un sitelink è utile per tutto l’account (es. “Contatti”), puoi metterlo a livello account; se è specifico (es. “Scarpe Trail”), meglio a livello campagna o gruppo.

Avere molti sitelink disponibili non significa che debbano essere tutti attivi contemporaneamente. Puoi usarli come “libreria” e attivarli/pausarli in base a promo e periodi.

Micro-conclusione: sfrutta il massimo come possibilità di test e copertura, non come obbligo di esposizione.

Numero minimo di sitelink per l’idoneità

Per essere visualizzati, in genere devi inserire almeno 2 sitelink. Questo è un requisito pratico fondamentale: con uno solo, spesso non raggiungi l’idoneità alla pubblicazione.

Detto questo, inserirne solo due è raramente la scelta migliore. Con 4–8 sitelink ben progettati dai a Google più opzioni e aumenti la probabilità che ne compaiano alcuni in più contesti.

È anche un tema di resilienza: se un sitelink va in disapprovazione o diventa meno pertinente, gli altri possono continuare a lavorare.

Conclusione operativa: parti da un set minimo solido (almeno 4) e poi espandi con logica.

Quanti sitelink possono apparire realmente

Qui arriva la parte “reale”: anche se ne inserisci 20, Google potrebbe mostrarne solo una parte. In molti casi, da desktop possono comparire fino a 6 sitelink, mentre da mobile fino a 8, ma non è garantito.

Il numero effettivo dipende da ranking, spazio disponibile, query e device. A volte vedrai 2 sitelink, altre 4, altre nessuno. È normale e fa parte del sistema d’asta.

Per aumentare le probabilità di visualizzazione, lavora su: pertinenza, testi specifici, landing coerenti e qualità complessiva della campagna. Gli asset non vivono isolati.

La micro-conclusione: ragiona per probabilità, non per certezze. E ottimizza per far sì che Google scelga i tuoi sitelink più spesso.

Come creare sitelink Google Ads

sitelink google

Creare sitelink è semplice, ma creare sitelink strategici richiede un minimo di metodo: obiettivo, pagine, copy e tracking. Se salti uno di questi, rischi link “belli” ma poco utili.

Prima di entrare in piattaforma, definisci cosa vuoi ottenere: più vendite, più lead, più chiamate, più visite in negozio? Ogni obiettivo porta a sitelink diversi.

Poi seleziona landing page coerenti: evita di linkare pagine generiche se puoi portare l’utente su pagine ad alta intenzione (prezzi, preventivo, categoria specifica).

Passiamo ora ai tre livelli di creazione: account, campagna e gruppo di annunci.

Creazione sitelink a livello account

I sitelink a livello account sono ideali quando il link è utile per la maggior parte delle campagne. Esempi tipici: “Contatti”, “Spedizione e resi”, “Chi siamo”, “Recensioni”.

Il vantaggio è la gestione: li imposti una volta e li rendi disponibili ovunque, risparmiando tempo e mantenendo coerenza. È una scelta molto utile per strutture con molte campagne.

Attenzione però: se un sitelink account-level non è pertinente per alcune campagne, rischi di ridurre la coerenza. In quel caso conviene escluderlo o sovrascriverlo con sitelink più specifici a livelli inferiori.

Operativamente, usa l’account-level per i “pilastri” del sito e lascia la personalizzazione a campagna/gruppo. È un approccio strategico e scalabile.

Creazione sitelink a livello campagna

I sitelink a livello campagna sono perfetti quando una campagna ha un tema chiaro: una linea di prodotti, un servizio, una località, una promo. Qui puoi essere più specifico e aumentare la pertinenza.

Esempio: campagna “Cucine su misura”. Sitelink consigliati: “Preventivo cucina”, “Materiali e finiture”, “Progetti realizzati”, “Appuntamento showroom”. Tutto parla la stessa lingua.

Questo livello ti permette anche di gestire stagionalità: sitelink “Saldi invernali” attivi solo per una campagna dedicata, senza impattare il resto dell’account.

Micro-conclusione: se vuoi controllo e coerenza tematica, la campagna è spesso il miglior compromesso.

Creazione sitelink a livello gruppo di annunci

Il livello gruppo di annunci è quello più granulare. È utile quando, dentro la stessa campagna, hai ad group con intenti molto diversi e vuoi massima aderenza tra keyword, annuncio e landing.

Esempio e-commerce: campagna “Scarpe running”, ad group “Trail” e ad group “Strada”. A livello ad group puoi creare sitelink specifici: “Trail impermeabili”, “Trail in offerta”, “Scarpe strada leggere”, “Gara e performance”.

Il vantaggio è la precisione, ma richiede più manutenzione. Se hai molti gruppi, rischi di creare sitelink duplicati o di dimenticare aggiornamenti.

Conclusione operativa: usa l’ad group level quando la differenza di intenti è netta e i volumi giustificano l’ottimizzazione.

Impostazioni e requisiti dei sitelink Google Ads

Una volta deciso dove creare i sitelink, devi curare le impostazioni: testo, descrizioni, URL e tracking. Qui si gioca gran parte della efficacia.

Molti sitelink falliscono per motivi banali: copy generico, URL non coerente, parametri UTM assenti, descrizioni inutili o ripetitive. Piccoli dettagli, grande impatto sulla performance.

La regola è: ogni sitelink deve essere una promessa chiara e mantenuta dalla landing. Se prometti “Prezzi”, porta ai prezzi. Se prometti “Preventivo”, porta a un form rapido.

Vediamo i componenti principali, uno per uno.

Testo del sitelink – lunghezza e best practice

Il testo del sitelink (titolo) deve essere breve, specifico e orientato all’azione o al contenuto. Evita formule vaghe come “Scopri di più”: non aiutano né l’utente né l’algoritmo.

Best practice pratiche:

  • Specificità: “Offerte Scarpe Trail” > “Offerte” (se la campagna è trail)
  • Chiarezza: “Prezzi e listino” è più diretto di “Info”
  • Intento: usa parole che anticipano l’azione (es. “Prenota”, “Calcola”, “Richiedi”)

Esempio “prima/dopo” di micro-copy:

  • Prima: “Scopri di più”
  • Dopo: “Offerte speciali”, “Prezzi e pacchetti”, “Contattaci ora”, “Preventivo in 1 minuto”

Chiudi sempre con una verifica: se leggessi solo quel sitelink, capiresti dove porta? Se la risposta è sì, sei sulla strada giusta.

Descrizioni dei sitelink – quando usarle e come scriverle

Le descrizioni dei sitelink non sempre vengono mostrate, ma quando compaiono possono aumentare la visibilità e chiarire il valore del clic. Sono utili soprattutto su desktop e in contesti dove Google decide di arricchire l’annuncio.

Quando usarle: se hai un’offerta complessa, se vuoi differenziare sitelink simili, o se vuoi anticipare una promessa (es. “Spedizione gratuita sopra 49€”).

Come scriverle bene:

  • Una frase breve orientata al beneficio
  • Niente ripetizioni del titolo
  • Coerenza totale con la landing page

Esempio: titolo “Preventivo” + descrizione “Ricevi una stima personalizzata in 24 ore”. È chiaro, utile, misurabile.

Micro-conclusione: le descrizioni sono un moltiplicatore, ma solo se aggiungono informazione reale.

Url finali e url mobile

Ogni sitelink deve puntare a un URL finale funzionante e coerente. Sembra banale, ma è una delle prime cause di disapprovazione o di calo performance: link rotti, redirect strani, pagine non ottimizzate.

Se hai pagine dedicate per mobile o esperienze differenti, puoi usare l’URL mobile (quando disponibile nel tuo setup) per inviare gli utenti su una versione più adatta al dispositivo.

Dal punto di vista della conversione, la landing deve essere veloce, chiara e focalizzata. Un sitelink “Contatti” che porta a una pagina lenta o confusa spreca traffico qualificato.

Conclusione operativa: testa sempre gli URL e controlla la resa mobile. I sitelink portano utenti “caldi”: non perderli per dettagli tecnici.

Parametri di tracciamento e url template

Per misurare davvero l’impatto dei sitelink devi tracciare. Puoi farlo con parametri UTM, con il tracking template di Google Ads o con entrambe le soluzioni, in base alla tua infrastruttura analytics.

Un approccio comune è usare UTM differenti per distinguere i clic sui sitelink rispetto al clic sul titolo dell’annuncio. Ad esempio:

  • utm_content=sitelink_offerte
  • utm_content=sitelink_prezzi

In alternativa, puoi usare un URL template a livello account/campagna e poi differenziare con ValueTrack. L’obiettivo è uno: capire quali sitelink generano conversioni e quali no.

Micro-conclusione: senza tracking, ottimizzi “a sensazione”. Con tracking, ottimizzi la performance con i dati.

Sitelink Google Ads: esempi per intenti transazionali

Quando l’intento è transazionale (comprare, richiedere preventivo, prenotare), i sitelink possono diventare un vero acceleratore. Qui l’utente è vicino alla decisione: devi solo rimuovere attrito.

La logica è costruire scorciatoie verso pagine che rispondono alle domande decisive: prezzo, disponibilità, spedizione, resi, pagamenti, contatto rapido.

Sotto trovi esempi pronti, pensati per essere adattati al tuo settore. L’idea non è copiare-incollare, ma usare una struttura efficace.

Andiamo a vedere le categorie principali di sitelink transazionali.

Sitelink per offerte e promozioni

Le promo sono tra i sitelink più cliccati, perché intercettano un bisogno immediato: risparmiare. Ma devono portare a una pagina realmente promozionale, non a una categoria generica.

Esempi di titoli efficaci:

  1. Offerte del mese – “Sconti aggiornati ogni settimana”
  2. Saldi fino al -50% – “Solo per pochi giorni”
  3. Outlet – “Ultime taglie e fine serie”

Un consiglio pratico: se la promo ha una scadenza, programmarla per date precise aumenta coerenza e riduce clic inutili.

Micro-conclusione: promo sì, ma con landing dedicata e promessa mantenuta. È così che aumenti conversione.

Sitelink per prezzi e listini

Molti utenti cercano subito un riferimento economico. Un sitelink “Prezzi” può aumentare il CTR e filtrare utenti poco in target, migliorando la qualità del traffico.

Esempi:

  1. Prezzi e pacchetti – “Scegli il piano più adatto”
  2. Listino completo – “Tutte le opzioni a confronto”
  3. Calcola il costo – “Simulazione rapida online”

Attenzione: se i prezzi sono “a partire da”, dichiaralo in pagina e, se possibile, anche nella descrizione. La trasparenza migliora fiducia e efficacia.

Conclusione operativa: prezzi chiari = meno frizione = più performance.

Sitelink per contatti e preventivo

Quando l’obiettivo è lead generation, i sitelink “contatto” e “preventivo” sono spesso i più redditizi. Devono portare a un’azione semplice, non a una pagina dispersiva.

Esempi:

  1. Richiedi preventivo – “Risposta in 24 ore”
  2. Contattaci ora – “Email, telefono o form”
  3. Prenota una consulenza – “Slot disponibili questa settimana”

Se hai più canali (telefono, WhatsApp, form), valuta se separare i sitelink per ridurre indecisione. Un’opzione per link, più chiarezza.

Micro-conclusione: rendi l’azione immediata. I sitelink devono accorciare la strada verso la conversione.

Sitelink per categorie e prodotti

Per e-commerce e cataloghi, i sitelink verso categorie e prodotti aumentano pertinenza e facilitano la navigazione. Sono particolarmente utili quando la query è generica ma l’offerta è ampia.

Esempi:

  1. Nuovi arrivi – “Scopri le ultime novità”
  2. Best seller – “I più acquistati dai clienti”
  3. Categoria specifica – “Scarpe Trail”, “Notebook Gaming”, “Sedie ergonomiche”

La regola è collegare ogni sitelink a una categoria ben filtrata e ordinata. Se la pagina è caotica, sprechi un clic ad alta intenzione.

Conclusione operativa: categorie pulite e coerenti trasformano il CTR in conversione.

Sitelink per spedizione – resi – pagamenti

Questi sitelink lavorano sulla riduzione delle obiezioni. Spesso non sono i più cliccati, ma possono essere decisivi per chi è indeciso e sta cercando rassicurazioni.

Esempi:

  1. Spedizione – “Tempi e costi di consegna”
  2. Resi e rimborsi – “Procedura semplice in 3 step”
  3. Pagamenti – “Carta, PayPal, rate”

Sono particolarmente utili in settori dove la fiducia è un freno (moda, elettronica, servizi costosi). Se l’utente vede queste informazioni già in SERP, percepisce solidità.

Micro-conclusione: ridurre dubbi aumenta la probabilità di acquisto. Sitelink “informativi” possono essere molto strategici.

Come ottimizzare i sitelink Google Ads

Ottimizzare non significa cambiare testi a caso. Significa usare dati e logica: scegliere le landing giuste, mantenere coerenza, testare e segmentare.

Un buon set di sitelink evolve nel tempo. Cambiano le query, cambiano le promo, cambiano le pagine del sito. Se li lasci fermi per mesi, perdi opportunità di performance.

L’obiettivo è uno: aumentare la probabilità che il clic sia utile e porti a conversione. Per farlo, servono quattro leve principali.

Andiamo a vedere come applicarle in modo pratico.

Selezione landing page in base a keyword e query

La scelta della landing è la base di tutto. Un sitelink efficace porta a una pagina che risponde a un bisogno specifico, collegato alle keyword e alle query reali che attivano l’annuncio.

Operativamente, usa il report dei termini di ricerca (Search terms) per capire cosa cercano davvero gli utenti. Poi crea sitelink che coprono i cluster più frequenti: prezzi, categorie, preventivo, assistenza.

Evita di mandare traffico su pagine “di passaggio” (homepage, pagine generiche) se puoi portarlo su pagine “di decisione” (categoria filtrata, listino, form). È qui che aumenti la conversione.

Micro-conclusione: la landing giusta è il primo moltiplicatore di efficacia.

Coerenza tra sitelink – annuncio – landing page

La coerenza è ciò che trasforma un clic in un’azione. Se il sitelink dice “Offerte”, l’annuncio parla di “Sconti” e la landing non mostra sconti, l’utente si sente tradito. Risultato: rimbalzo e perdita di fiducia.

Allinea tre livelli:

  • Promessa nel sitelink (titolo + descrizione)
  • Messaggio nell’annuncio (headline e description)
  • Contenuto della landing (above the fold chiaro)

Questa coerenza migliora anche la percezione di qualità e spesso la resa complessiva della campagna. Non è magia: è esperienza utente.

Conclusione operativa: controlla sempre il “filo rosso” tra SERP e pagina. È una leva strategica di performance.

Rotazione – test a b e sostituzioni basate sui dati

I sitelink si ottimizzano come un copy: con test e sostituzioni. Non serve fare A/B test perfetti: basta un approccio disciplinato basato su metriche.

Metodo pratico:

  1. Mantieni 4–8 sitelink attivi per tema
  2. Sostituisci 1–2 sitelink al mese (non tutti insieme)
  3. Valuta CTR e conversioni per singolo asset
  4. Tieni i migliori, elimina o riscrivi i peggiori

Esempio: se “Nuovi arrivi” ha CTR alto ma poche conversioni, prova “Best seller” o “Offerte” e confronta. Piccoli cambiamenti, grandi differenze.

Micro-conclusione: ruota e testa con costanza. L’ottimizzazione è un processo, non un evento.

Segmentazione per device e performance

Desktop e mobile non si comportano allo stesso modo. Per questo è utile ragionare per device: alcuni sitelink funzionano meglio su mobile (es. “Contattaci”), altri su desktop (es. “Listino completo”).

Se noti differenze forti, puoi creare set differenti a livello campagna/ad group e usare programmazione e priorità per spingere quelli più efficaci nei contesti giusti.

Inoltre, segmenta per performance: non tutti i sitelink devono avere lo stesso ruolo. Alcuni generano conversioni dirette, altri assistono la decisione. L’importante è misurare e decidere.

Conclusione operativa: segmentare significa aumentare pertinenza. E la pertinenza è performance.

Report e metriche dei sitelink in Google Ads

Se non misuri, non migliori. I sitelink vanno letti come asset con KPI propri: clic, impressioni, CTR, conversioni e valore incrementale.

Google Ads offre report dedicati agli asset, dove puoi vedere come si comporta ogni sitelink. È qui che capisci cosa tenere, cosa riscrivere e cosa eliminare.

Un errore comune è guardare solo il CTR. Il CTR è importante, ma la metrica finale è la conversione (o il valore di conversione) in base all’obiettivo.

Vediamo le metriche principali e come interpretarle.

Clic – impression – ctr per singolo sitelink

Il primo livello di analisi è capire quali sitelink vengono mostrati e cliccati. Se un sitelink ha poche impressioni, potrebbe non essere selezionato spesso da Google (o non essere pertinente).

Il CTR per sitelink ti dice quanto è “attraente” quel testo rispetto alle impressioni ricevute. Un CTR alto può indicare un buon match con l’intento, ma non garantisce qualità.

Un sitelink con CTR basso non è sempre da eliminare: potrebbe essere un link “di rassicurazione” (resi, pagamenti) che serve a una nicchia ma aumenta fiducia.

Micro-conclusione: leggi CTR e impressioni insieme, non separatamente. È così che capisci il ruolo dell’asset.

Conversioni attribuite ai sitelink

La metrica decisiva è quante conversioni vengono attribuite ai clic sui sitelink. Qui devi considerare anche il modello di attribuzione e la finestra di conversione impostata.

Se un sitelink “Preventivo” genera poche impressioni ma molte conversioni, è oro: significa che intercetta utenti pronti. Al contrario, un sitelink “Blog” può generare clic ma poche conversioni dirette: non è necessariamente inutile, ma va valutato nel contesto.

Quando possibile, guarda anche il valore di conversione (per e-commerce) o la qualità del lead (per B2B). Non tutte le conversioni sono uguali.

Conclusione operativa: ottimizza per conversioni e valore, non solo per clic. È la via più strategica.

Valutazione incrementale rispetto ai clic sull’annuncio

Un’analisi avanzata è capire se i sitelink portano risultati “incrementali” o se cannibalizzano clic che avresti ottenuto comunque sul titolo dell’annuncio.

In molti casi, anche se il totale clic rimane simile, cambia la distribuzione: più clic vanno su pagine profonde e aumentano le conversioni. Questo è un effetto incrementale reale, anche se non sempre evidente a colpo d’occhio.

Per valutarlo, confronta periodi con set di sitelink diversi e osserva: conversion rate, bounce rate (in analytics), pagine/sessione e valore per sessione.

Micro-conclusione: i sitelink non servono solo a “fare più clic”. Servono a fare clic migliori. E questo impatta la performance complessiva.

Problemi comuni con i sitelink Google Ads

Anche se sono semplici da creare, i sitelink possono dare problemi: non si vedono, risultano approvati ma non attivi, portano a URL errate o risultano duplicati e poco utili.

La buona notizia è che la maggior parte dei problemi è risolvibile con controlli rapidi: requisiti minimi, pertinenza, qualità della campagna e coerenza delle destinazioni.

In questa sezione vediamo i casi più frequenti e cosa fare in pratica. Così eviti perdite di traffico e opportunità.

Andiamo per punti, in modo operativo.

Perché i sitelink non vengono mostrati

Il motivo più comune è semplice: Google decide di non mostrarli in quella specifica asta. Questo può succedere per ranking insufficiente, spazio limitato o bassa probabilità di migliorare la performance.

Un’altra causa frequente è aver inserito troppo pochi sitelink o sitelink poco pertinenti. Se i testi sono generici o ripetuti, Google potrebbe preferire non mostrarli.

Inoltre, se la campagna è nuova o ha poco storico, l’algoritmo potrebbe impiegare tempo a capire quali asset funzionano meglio. Serve pazienza e dati.

Cosa fare:

  • Inserisci almeno 4–8 sitelink di qualità
  • Migliora pertinenza e coerenza con landing
  • Lavora su qualità complessiva dell’annuncio e della campagna

Micro-conclusione: non è sempre un errore. Spesso è una questione di contesto e ranking.

Sitelink approvati ma non attivi

“Approvato” non significa “mostrato”. Un sitelink può essere approvato ma rimanere poco attivo perché non viene selezionato dall’algoritmo o perché un livello superiore/inferiore ha priorità.

Ad esempio, potresti avere sitelink a livello account che “coprono” quelli a livello campagna, oppure sitelink molto simili tra loro che competono e uno vince quasi sempre.

Un’altra possibilità è che l’asset sia idoneo ma non competitivo: testo poco chiaro, landing poco rilevante, storico scarso.

Cosa fare:

  • Riduci duplicazioni e sovrapposizioni tra livelli
  • Riscrivi i titoli in modo più specifico
  • Sostituisci la landing con una più coerente e performante

Conclusione operativa: l’attivazione è una gara interna. Dai a Google asset migliori da scegliere.

Sitelink con url errata o non funzionante

URL rotti, redirect infiniti, pagine 404 o contenuti non raggiungibili sono killer di performance. Oltre a peggiorare l’esperienza utente, possono portare a disapprovazioni o limitazioni.

Succede spesso quando si cambiano URL sul sito (migrazioni, nuove categorie, filtri) e non si aggiornano i sitelink. Oppure quando si usano parametri di tracking malformati.

Cosa fare:

  • Testa ogni URL manualmente (desktop e mobile)
  • Controlla redirect e tempi di caricamento
  • Verifica i parametri UTM e il tracking template

Micro-conclusione: i sitelink portano traffico ad alta intenzione. Non sprecarlo con errori tecnici.

Sitelink duplicati o poco pertinenti

Duplicare sitelink (stesso testo o stesso significato) riduce la varietà e spesso la probabilità di visualizzazione. Google preferisce asset distinti, perché aumentano utilità e copertura degli intenti.

Anche la scarsa pertinenza è un problema: sitelink “Chi siamo” su una campagna ultra-transazionale potrebbe funzionare, ma se sostituisce “Prezzi” o “Offerte” rischi di perdere conversioni.

Una buona pratica è costruire un set che copra:

  • Decisione (prezzi, offerte)
  • Azione (preventivo, contatti)
  • Scelta (categorie, best seller)
  • Rassicurazione (spedizione, resi, pagamenti)

Conclusione operativa: varietà e pertinenza sono la base. Sitelink duplicati = opportunità sprecata.

Differenze tra sitelink e altri asset Google Ads

Nel mondo di Google Ads esistono diversi asset, e ognuno ha un ruolo specifico. Confonderli porta a scelte sbagliate: usare sitelink quando servono callout, o viceversa.

I sitelink sono link cliccabili verso pagine specifiche. Gli altri asset spesso aggiungono informazioni, ma non sempre portano a una pagina dedicata.

Capire le differenze ti aiuta a costruire annunci più completi e a massimizzare visibilità e performance.

Vediamo i confronti principali.

Sitelink vs callout

I sitelink sono link cliccabili che portano a URL specifici. I callout (estensioni callout) sono brevi frasi non cliccabili che evidenziano vantaggi: “Spedizione gratuita”, “Assistenza 24/7”, “Reso facile”.

I callout servono a rafforzare la proposta di valore, mentre i sitelink servono a guidare l’utente verso una destinazione precisa. Sono complementari, non alternativi.

Esempio pratico: callout “Reso 30 giorni” + sitelink “Resi e rimborsi” (pagina dettagli). Insieme aumentano fiducia e chiarezza.

Micro-conclusione: usa i callout per i benefit, i sitelink per le scorciatoie di navigazione. È una combinazione strategica.

Sitelink vs snippet strutturati

Gli snippet strutturati mostrano un elenco di elementi sotto un’intestazione (es. “Servizi: Consulenza, Installazione, Manutenzione”). Non sono link a pagine specifiche come i sitelink.

I sitelink sono più orientati all’azione e alla navigazione. Gli snippet strutturati sono più orientati alla panoramica dell’offerta e alla qualificazione dell’utente.

Esempio: snippet “Marche: Nike, Adidas, Asics” + sitelink “Scarpe Nike”, “Scarpe Adidas”. Lo snippet informa, il sitelink porta alla categoria.

Conclusione operativa: usa gli snippet per elencare, i sitelink per far scegliere e cliccare.

Sitelink vs estensione di prezzo

L’estensione di prezzo (asset prezzo) mostra servizi/prodotti con prezzo e descrizione, spesso con link dedicati. È molto potente quando il prezzo è una leva di decisione.

I sitelink, invece, non mostrano prezzi (di norma) e sono più flessibili: possono portare a pagine informative, promo, categorie, contatti. L’asset prezzo è più “rigido” ma più diretto.

Esempio: asset prezzo per “Pacchetto Base 29€” + sitelink “Confronta i piani”, “FAQ”, “Contattaci”. Insieme coprono decisione e rassicurazione.

Micro-conclusione: se il prezzo è centrale, l’asset prezzo è un acceleratore. I sitelink completano il percorso.

Sitelink vs estensione di località e chiamata

L’asset di località mostra indirizzo e informazioni del punto vendita (spesso collegato a Google Business Profile). L’asset di chiamata aggiunge un numero cliccabile per telefonare.

I sitelink non sostituiscono queste funzioni: portano a pagine del sito. Se l’obiettivo è “visita in negozio” o “telefonata immediata”, località e chiamata sono spesso più efficaci.

Detto questo, puoi usarli insieme: sitelink “Come arrivare” (pagina con mappa e parcheggi) + asset località (indirizzo) + asset chiamata (telefono). Esperienza completa.

Conclusione operativa: scegli l’asset in base all’azione desiderata. Poi integra i sitelink per guidare l’utente nei dettagli.

Consulenza Gratuita!

Trasforma i Clic in Clienti, Richiedi la Tua Analisi Google Ads Gratuita
Domande frequenti sui sitelink Google Ads

Cosa sono i sitelink in Google Ads

I sitelink in Google Ads sono asset dell’annuncio che aggiungono link extra verso pagine specifiche del sito. Servono a migliorare visibilità, pertinenza e a guidare l’utente verso la destinazione più adatta.
In pratica, aumentano le opzioni di clic e possono migliorare CTR e conversione se collegati a landing coerenti.

I sitelink aumentano il ctr

Spesso sì. Aumentano il CTR (Click-Through Rate) perché rendono l’annuncio più grande, più informativo e più utile, offrendo più scelte all’utente.
Non è automatico: se i testi sono generici o le landing non sono pertinenti, l’effetto può essere minimo. Lavorare su copy e coerenza è fondamentale.

Quanti sitelink servono per farli comparire

In genere devi inserirne almeno 2 per essere idoneo alla visualizzazione. Tuttavia, per aumentare le probabilità che Google li mostri, è consigliabile inserirne 4–8 ben differenziati.
Ricorda: anche se li hai creati, Google decide se e quanti mostrarne in base al contesto d’asta.

Quanti sitelink vengono mostrati su mobile

Su mobile possono comparire più sitelink, spesso fino a 8, ma non è garantito. Il numero reale dipende da ranking dell’annuncio, spazio disponibile e pertinenza rispetto alla query.
Per questo è utile scrivere sitelink “mobile-first”: testi chiari, specifici e immediatamente comprensibili.

Posso pianificare i sitelink per orari e giorni

Sì. Puoi programmare i sitelink per giorni e fasce orarie, mostrando determinati link solo quando sono davvero utili (es. “Assistenza telefonica” negli orari di apertura).
È una leva molto strategica per aumentare pertinenza e ridurre clic non qualificati.

Contattami

stefano marchetti Google ads Freelance


Da remoto in tutto il mondo!

info@stefanomarchetti.net

P. IVA: 03299490593

Facebook Instagram Linkedin Whatsapp

Hey!

Richiedi una consulenza gratuita.









    I dati personali forniti saranno trattati da Stefano Marchetti, in qualità di Titolare del trattamento, al fine di rispondere alle richieste inviate tramite questo form. I dati saranno conservati per il tempo necessario a fornire una risposta. Per ulteriori informazioni sul trattamento dei tuoi dati personali, consulta la privacy policy.